Da Papamobile a Bimbimobile

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Da “papamobile” a “bimbimobile”? La trasformazione della jeep bianca scoperta di papa Francesco è avvenuta prima dell’udienza generale in piazza San Pietro: quattro bambini intorno agli 8-10 anni, due maschi e due femmine, con un cappellino rosso e visiera, sono stati fatti salire dal Papa sulla papamobile per compiere con lui il giro completo tra i fedeli. Giunto davanti al sagrato, Papa Francesco li ha aiutati a scendere salutandoli uno ad uno. Papa Francesco ha rivolto un pensiero alle coppie che celebrano «il 50esimo di matrimonio»: con queste parole si è aperta la catechesi all’Udienza generale, dedicata all’episodio evangelico delle nozze di Cana, dove avviene il primo dei segni prodigiosi di Gesù. « Quello sì che è il vino buono della famiglia », ha anticipato Francesco riferendosi all’amore che lega queste coppie ormai anziane. «La vostra – ha aggiunto Papa Francesco davanti a 30 mila fedeli – è una testimonianza che gli sposi novelli e i giovani che saluterò dopo debbono imparare. È una bella testimonianza».

A Cana, «Gesù si manifesta come lo sposo del popolo di Dio, annunciato dai profeti, e ci rivela la profondità della relazione che ci unisce a Lui: è una nuova Alleanza di amore. Cosa c’è a fondamento della nostra fede? – ha proseguito Papa Francesco nella catechesi – Un atto di misericordia con cui Gesù ci ha legati a sé. E la vita cristiana è la risposta a questo amore, è come la storia di due innamorati. Dio e l’uomo si incontrano, si cercano, si trovano, si celebrano e si amano: proprio come l’amato e l’amata nel Cantico dei Cantici. Tutto il resto viene come conseguenza di questa relazione. La Chiesa è la famiglia di Gesù in cui si riversa il suo amore; è questo amore che la Chiesa
custodisce e vuole donare a tutti. «L’acqua è necessaria per vivere, ma il vino esprime l’abbondanza del banchetto e la gioia della festa. Una festa di nozze dove manca il vino fa vergognare i novelli sposi, immaginate voi finire la festa di nozze bevendo tè! Il vino è necessario alla festa. Trasformando in vino l’acqua delle anfore utilizzate “per la purificazione rituale dei Giudei”, Gesù compie un segno eloquente: trasforma la Legge di Mosè in Vangelo, portatore di gioia. Come dice altrove lo stesso Giovanni: “La Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo”». In un altro dei passaggi della catechesi Papa Francesco si sofferma sulle «parole che Maria rivolge ai servitori che vengono a coronare il quadro sponsale di Cana: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”».

«È curioso – ha proseguito il Papa –, sono le ultime sue parole riportate dai Vangeli: sono la sua eredità che consegna a tutti noi. In queste nozze, davvero viene stipulata una Nuova Alleanza e ai servitori del Signore, cioè a tutta la Chiesa, è affidata la nuova missione: «Qualsiasi cosa vi dica fatela!». Servire il Signore significa ascoltare e mettere in pratica la sua Parola. È la raccomandazione semplice ma essenziale della Madre di
Gesù ed è il programma di vita del cristiano. «La conclusione del racconto suona come una sentenza: “Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui”. Le nozze di Cana sono molto più che il semplice racconto del primo miracolo di Gesù. Cioè uno scrigno, Egli custodisce il segreto della sua persona e lo scopo della sua venuta: l’atteso Sposo dà avvio alle nozze che si compiono nel Mistero pasquale. In queste nozze Gesù lega a sé i suoi discepoli con una Alleanza nuova e definitiva. A Cana i discepoli di Gesù diventano la sua famiglia e nasce la fede della Chiesa. A quelle nozze tutti noi siamo invitati, perché il vino nuovo non viene più a mancare!».

 

 

 

Gianni Gasperini





 

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